Qualcuno forse avrà visto i film americani in tema di Class Action quali Erin Brockovich o con Gene Hackman o John Travolta in cui la collettività agisce tramite un solo avvocato per far valere la violazione di diritti omogenei, collettivi, e far punire l’azienda che vi ha contravvenuto.
Sono azioni, le potremmo definire, di difesa della democrazia che partono dalla base, tipico è l’esempio dell’azienda che inquina un territorio i cui abitanti cominciano a contrarre malattie e decidono quindi di organizzarsi e denunciare la cosa al fine di ottenere, più che un risarcimento, il riconoscimento del loro diritto alla salute e una sanzione punitiva per l’impresa che ha violato un diritto tanto fodamentale.
In Italia è stata introdotta una, la definirei, sottospecie di Class Action pubblicizzandola come se fosse quello strumento di tutela dei diritti che rappresentano in America. Vi invito prima di tutto a leggerne il testo al seguente URL: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/documenti/class_action_norme.pdf
Vale la pena perderci un momento perchè a me pare che ancora una volta in questo paese si fa tanto rumore per nulla, si danno diritti formali e non sostanziali, si fa pubblicità al nulla così come accadde con la Social Card che, a mio parere, è stata un’umiliazione in più per i cittadini non abbienti i quali non solo si sono dovuti sentire riconosciuti quali poveri da tutti quando la tiravano fuori al supermercato ma hanno dovuto anche lasciare lì la spesa perchè le carte erano vuote per ritardi facendo quella classica figura che ogni persona onesta e dignitosa cerca, per tutta la sua vita, di non fare: quella di uno a cui viene rifiutato il pagamento alla cassa!!!! Qui per tutelare diritti omogenei i cittadini possono promuovere la Action Class ma con limitazini per le quali alla fine i singoli non agiranno se non tramite le associazioni dei consumatori perchè:
1) L’azione può essere promossa dal singolo in teoria per la legge, poi gli altri aderiscono all’azione già promossa senza spese di avvocato sostenute solo dal primo ricorrente, ma il singolo che agisce può chiedere il ‘risarcimento del danno’ e basta, nessuna forma di condanna punitiva. Nei film noi vediamo aziende condannate a pagare milioni di dollari come forma di una punizione ‘esemplare’ contro comportamenti altamente scorretti ma in Italia non sarà possibile chiedere un cent in più al di là del risarcimento e qui tocca pensare a quello che succede in pratica. Il singolo che vuole avviare un’azione del genere nella giustizia italiana pagherà l’avvocato, aspetterà anni e, se vincerà, sarà solo ‘risarcito’ del danno non del tempo e delle energie perse e delle spese sostenute per portare avanti tutta questa iniziativa.
2) Ciò comporta che la Class Action verrà esercitata esclusivamente tramite le Associazioni di consumatori, perciò la legge in teoria conferisce il diritto al singolo, in pratica questo non è messo in condizioni di esercitarlo direttamente. Oggi non contestiamo spesso le multe ingiuste perchè non abbiamo tempo, soldi ed energie per opporci (dobbiamo andare a lavorare noi!) figuriamoci instaurare una class action di questo tipo, oltre al fatto che se poi lo facciamo a questo punto facciamo un’azione singola normale, la norma addirittura istiga a non curarsi degli altri nella stessa situazione. Infatti se devo spendere per un avvocato e gli altri possono aggregarsi senza spese direi: chi me lo fa fare di pagare anche per loro? Per vedere poi magari il riconoscimento di un risarcimento simbolico dato il numero di persone da risarcire? Divide et Impera insomma, subdolo ma pragmatico. Una legge di classe che nella pratica porta tutti a pensare esclusivamente ai fatti propri.
3) In America gli avvocati si fanno portatori talora di tali iniziative sapendo che potranno, alla fine, guadagnare abbastanza dalla condanna esemplare al risarcimento del danno ‘punitivo’. Quindi come vediamo nei film sopra citati non prendono i soldi direttamente dai singoli ma in qualche modo ‘scommettono’ sulla vittoria valutando se, secondo gli elementi che hanno, possono farcela. Questo da un lato costituisce uno sbarramento ‘naturale’ e direi ‘fisiologico’ all’azione, che verrà proposta solo se effettivamente dotata di qualche fondamento oggettivo, dall’altro consente di esercitare l’azione senza associazioni intermediarie. Da noi no: ma quale avvocato comincerà una causa collettiva, con l’istruzione che questa comporta che è molto più complessa della cura di una pratica individuale, sapendo che alla fine si chiuderà in pareggio se va bene?
4) Dico in pareggio perchè, dulcis in fundo, la chicca è che qualora malauguratamente la causa collettiva andasse male il comma 8 dispone che il giudice regola le spese e la più opportuna pubblicità a cura del soccombente sicchè ci si può anche rimettere paurosamente. Oltre al danno, così, la beffa. Perchè non crediate che sia semplice dimostrare un danno collettivo, anche quando si sa che si ha ragione spesso si rischia di perdere comunque perchè si tratta di lesioni di diritti che vengono affermate per la prima volta altrimenti la loro punizione sarebbe già sancita dall’ordinamento. Diciamo che sono azioni che rappresentano l’ultima frontiera di evoluzione, spesso, del diritto moderno.Ricordiamoci che la ratio, cioè la ragion d’essere,che sta sotto la class action e che non viene mai detta è che l’unione fa la forza nel senso che il singolo da solo non riesce a tutelarsi a causa delle spese altrimenti ognuno farebbe la sua azione e ci sarebbe tutt’al più la riunione delle cause singole così come già prevista dal nostro ordinamento.
5) Per il comma 4 l’azione si propone al tribunale ordinario salve ampie deroghe in talune regioni dove hanno scelto, credo, i tribunali più grandi. Mi è caduto l’occhio sul fatto che per la Basilicata e Calabria è competente il Tribunale di Napoli. Ora, credo che non vi sia giurista al mondo che non incominci a sbellicarsi dalle risate: un Tribunale nel quale una causa di sfratto dura 15 anni viene gravato di tutte le azioni collettive di altre due regioni? Ma vi immaginate quei poveri giudici? E c’è sempre la solita riflessione della mancanza del diritto sostanziale, è come una direttiva comunitaria direttamente applicabile non applicata per mancanza di strutture adeguate.
6) Infine un accenno al fatto che ovviamente la legge dice espressamente che tale azione si esercita dalla sua entrata in vigore in poi, esplicitamente non rendendola applicabile ai grandi crack italiani quali Cirio e Parmalat che dovranno restare nella storia come ‘ecco cosa succedeva quando ancora non c’era la class action’… Il principio sottostante è che per casi di tali dimensioni si farebbe fallire l’azienda definitivamente. Ora qui dobbiamo pur applicare un distinguo: la legge così com’è porta solo al ‘risarcimento’, se un’azienda ha operato così male da dover risarcire fino a fallire ebbene che ciò avvenga basta: non è possibile che quando il danno diventa troppo grande si finisce di esserne responsabli in questo paese. E ve lo dico contro i miei interessi particolari dato che la mia pizza napoletana la faccio esclusivamente con la polpa Cirio cui non rinuncrei per nulla al mondo
Se introduciamo una VERA Class Action, con un risarcimento ‘punitivo’, è chiaro che si darà al giudice l’oppurtunità di stabilire, nei limiti del principio di equità che notoriamente deve permeare tutta l’interpretazione del diritto e che rappresenta la parte più preziosa del contributo del giudice al giudizio quale peritus peritorum, qual è quella punizione grave ma pur sempre sostenibile da quel tipo di convenuto ed anzi saranno gli avvocati stessi prima di promuovere l’azione a sapere fin dove possono spingersi con le richieste economiche così come già avviene negli Stati uniti sgravando il tribunale di quella ulteriore perdita di tempo che il comma 6 chiama ‘giudizio d’ ammissibilità’. Perchè è certo che un avvocato si farà sempre il calcolo di: quanti sono i ricorrenti e quanto si può ‘spillare’ all’azienda per la sua violazione ed agirà solo lì dove ravviserà un possibile guadagno per se e per le persone che sono interessate.
In conclusione chiedo scusa se ho commesso qualche inesattezza dato che io sono sono laureata in legge e non sono avvocato per cui mi manca sicuramente quella pratica e quel contatto con la realtà che gli addetti ai lavori hanno, qui ho scritto la mia opinione da cittadina, il perchè ‘non mi convince’ e il perchè mi sento sempre presa in giro da questi ‘prodotti civetta’ dell’attuale classe politica, mi piacerebbe che qualche associazione di consumatori promuovesse un’action class nei confronti del legislatore in questi casi perchè ancora una volta sento che ‘il diluvio di leggi equivale a nessuna legge’.
Buona giornata a tutti.
LaCri.
Ciao carissima,
concordo pienamente con ciò che scrivi.
L’Italia è un paese che riempie il suo popolo con tante belle parole, molto fumo negl’occhi, ma in sostanza non si conclude mai nulla. Anch’io ricordo la bella pubblicità che venne fatta a riguardo la SOCIAL CARD… Solo una bella pubblicità e nient’altro…
Conosco personalmente una coppia di pensionati, che pur avendone tutti i sacrosanti diritti, non sono mai riusciti a utilizzare questa “maledetta” tessera! Una vera presa in giro!
E questa nuova CLASS ACTION??? Mah, staremo a vedere… I dubbi non mancano…
P.S: Grazie infinite per lo spazio che dedichi ad ANIMADONNA all’interno del tuo interessantissimo blog!
Cari saluti, e a presto!
Giovanna
Ricordi anche tu? Io penso che queste cose aumentino l’esasperazione delle persone alla fine e tolgeno loro dignità.
E’ il tuo che è un interessantissimo Blog mia cara, io nel mio piccolo l’ho inserito e ci butto un occhio, oggi sono stata impegnata ma prossimamente ci torno. Belo avere posti in cui… tornare:) Buona serata.
Beh l’hai descritto assai bene direi, abbiamo un class action che manca di class e di action, per il resto va benissimo. Mi sembra di capire che l’unica cosa che cambia con ‘sta legge è che possiamo andare insieme ai processi. Vuoi mettere il piacere di condividere con qualcun’altro i dettagli su come sei stato fottuto, si fanno due passi, ci si prende un caffè e cosi via. Lo fanno per aiutare i cittadini a solidalizzare, credo.
Anche la mancanza dei più grandi crack finanziari italiani degli ultimi anni sa da ennesima presa in giro.
Ebbene, lo confesso, io anche questa volta ci ero caduto, avevo sperato in una buona legge. MA solo perchè, siccome rimandavano di volta in volta la promulgazione di questa legge dicevo, tra me e me, che i Ladroni ( quella accanto a Gesu, hai presente ) stavano faccendo pressione perchè…perchè ovviamente la class action era giusta e poteva cambiare qualcosa. E invece no, sono dei zuzurrelloni, mi hanno fregato di nuovo, managgia…
Adesso capisco che quando dicono di ispirarsi al modello americano hanno ragione, solo che non specificano che si ispirano all’america latina.
Va beh ti saluto con questa va
Tirana caro devo dire che tu hai un senso dell’ironia non comune,ti dirò che nemmeno possiamo unirci ma lo dobbiamo fare solo attraverso le associazioni dei consumatori, sai com’è potrebbe risultare una aggregazione pubblica non autorizzata e allora…;)Quando hanno rimandato di volta in volta la legge è stato proprio per inserire quei piccoli particolari che non la rendono applicabile ai grandi crack e così via riuscendo a snaturarla definitivamente. Bella la canzone, stasera mi ha fatto proprio piacere riascoltarla, grazie del pensiero.