Archivio per 22 maggio 2010

22
mag
10

Non lasciamoci ‘Legare’.

E siamo arrivati al Permesso di Soggiorno a punti. Un concetto quanto mai aberrante che solo l’ignoranza leghista poteva concepire. L’ennesima precarietà nella precarietà. Oggi non si lavora più a tempo indeterminato, non si ha più una patente che viene ritirata se si fanno infrazioni grosse, non si ha più il permesso di restare nel nostro paese a lavorare per il tempo che esso stesso riporta ma c’è una condizione in più: accumulare punti! Eh si, perchè non basta trovarsi in una tale condizione di bisogno e povertà da lasciare su gommoni il proprio paese e rischiare la pelle per raggiungerne un altro e cercare di lavorare, bisogna poi frequentare corsi civici e di lingue, promuovere gli ideali della nostra Costituzione, contribuire pagando le tasse e vedersi poi negata la mensa a i propri bambini nelle scuole e via dicendo.

A me pare che il nostro sistema penale e le nostre leggi non valgano una cicca. La cosa che non mi convince è che si debba avere bisogno di mettere dei punti per ‘graduare’ il livello di integrazione di una persona nel nostro paese. Perchè non capisco come non si possa semplicemente prevedere di espellere i ‘fuori legge’ e dare dignità, riconoscimento, e vera accettazione a quelle persone che punti o non punti fanno veramente parte della nostra società e vi contribuiscono, curano i nostri anziani, stendono il bitume delle nostre strade, saldano, costruiscono, guidano, zappano e pagano le tasse cercando solo un tringolino di mondo nel quale vivere pacificamente.

Voi pensate che i cittadini italiani non sappiano chi sono ‘quelli’? E chi invece quelli che sostano ai lati delle strade spacciando e dandosi alla delinquenza? Tutta questa storia è una buffonata.

Sapete che succederà a mio parere? Che sarà un’altro  modo per togliere a queste persone altri soldi facendo pagare loro corsi, marche da bollo, pratiche etc. etc. e pretendendo che siano dei supercittadini: più cittadini di quanto lo siamo noi. Un altra serie di pratiche amministrative per rimpinguare le casse dello stato come i soldi che devono pagare gli immigrati che entrano con i decreti flussi. Bella integrazione quella che parte dalla disparità, e poi si afferma che non è un principio contrario all’art. 3 della nostra Costituzione che si vuole gli stranieri studino tanto bene e promuovano. La Lega per prima non lo conosce, non è in grado di capirne la ragion d’essere di libertà che vi sta a monte. Li facciamo entrare pagando, lavorare pagando, studiare pagando, pagando tutto quello che non paghiamo noi e poi questa non la chiamiamo ‘schiavitù’? Che schifosa società decadente stiamo diventando, al peggio non c’è limite.

Non dobbiamo ‘Legare’,dobbiamo ‘Collegare’.

22
mag
10

Il risveglio.

Torno dalla birreria di Aloisius a Reggio Emilia, uno di quei posti un po’ magici dove si passano serate splendide con le amiche ascoltando vecchie canzoni dei Simple Minds , tu descrivi il gusto perfetto della tua birra e te la portano.

Sono le due e mezza del mattino e sono tornata stranamente sveglia, viva. Quelle notti in cui torni in auto con la musica, sola con te stessa e ogni cellula è attiva e l’energia scorre nelle tue vene e senti un senso di benessere diffuso derivante da un’ottima conversazione, tante risate e complicità e voglia di raccontarsi. E’ un periodo un po’ strano della mia vita.

Per la prima volta in vita mia sento che nella mia vita c’è un po’ di tutto: lavoro, amicizia, amore, ho paura a dire che sono felice…..ssssstttttt! Quante cose sono cambiate in un anno di vita, e questi cambiamenti quale immenso monito sono per il futuro. Mai adagiarsi sugli allori, essere sempre pronti al cambiamento delle cose. Io non sono mai stata una persona paurosa, quando avevo 8 anni camminavo sui tetti, costruivo case sugli alberi, guidavo i motoscafi, mi gettavo con il paracadute acquatico, ero sempre pronta a provare, sperimentare, vivere emozioni. Crescendo ne ho provate tante di emozioni: sorpresa, sconcerto, delusione, dolore, soddisfazione, piacere, serenità, depressione. La cosa incredibile è che credo di averle provate tutte con tanta forza fra i 20 e i 30 anni che ad un certo punto avevo deciso di vivere la mia vita provandone il meno possibile. Ma appena ho ottenuto ciò che volevo ho scoperto che non riuscivo a vivere nemmeno così. Perchè le emozioni mi consumavano, stancavano, non ce la facevo più. Ma la loro assenza mi faceva sentire spenta, come morta, come in attesa di ‘niente di particolare’. Allora mi sono ributtata nella mischia e questo mi ha fatto sentire tutto ad un tratto milioni di emozioni tutte insieme. Io non riuscivo a contenerle e per un po’ ho come navigato in balia delle onde, a volte sbandavo vistosamente, altre mi incagliavo o veleggiavo contro vento con gran fatica. Ho dovuto tirare fuori forze che non sapevo di possedere, ho dovuto scoprire cose di me che non immaginavo esistessero. Ma da allora è passato un anno e ancora non mi ero soffermata a scriverlo. Stiamo per entrare nell’estate, l’anno scorso di questi tempi ero ancora spenta, è stato un lungo risveglio. Ho cambiato tante cose nella mia vita: il lavoro, il partner, le amicizie. Sono tornata a casa chiedendomi chi ero e di cosa avevo bisogno e mi sono resa conto che era importante capirmi stando ‘da sola’. Oggi per molti versi sono fiera di me, penso di essere diventata esattamente il tipo di persona che volevo essere e questa cosa mi fa un grande piacere. Ma non vi nascondo che è stato faticoso, non vi nascondo che a volte penso che non so se sarò sempre in grado di provare tutte queste emozioni continuamente, non vi nascondo che ogni tanto penso che è più giusto vivere così ma con qualche pausa. Ora la vita mi trascina in un turbinio di avvenimenti che vivo intensamente. Ero arrivata al punto di aver paura anche della mia ombra, ora divento ogni giorno più ardita, mi ‘butto’ di più. Mi sono resa conto anche che in questo momento riesco a fare così perchè ho toccato tali livelli di sofferenza che ora so che non c’è nulla che possa annientarmi, che anche se provo tutte le emozioni del mondo, le più forti, le più tragiche, saprò sempre come continuare a vivere. Finchè non lo sai non ti azzardi a fare il tipo di vita che io conduco. Penserete che io rischi la vita tutti i giorni ma non è così, rischio tutti i giorni però tutta me stessa per le cose che faccio e per quelle nelle quali credo e per le persone che amo e mantengo la speranza che ne valga sempre la pena. Non so in quanti capiranno questo post, forse non lo capisco bene nemmeno io ancora ma dovevo scriverlo stasera. Dovevo fermare il momento. Non so che sarà domani, non so se ho scelto in modo saggio la mia strada. So che alla fine quella voglia di osare, di mirare veramente al sogno, non può essere sopita. E vorrei solo dire a tutte quelle persone che per un motivo o per un altro, in un campo o in un altro, si stanno ‘accontentando’, perchè sono stanche e logorate, di prendere la propria vita ben stretta e farne quel che veramente vogliono.

Se avete qualche disagio interiore, qualche cosa di irrisolto che ormai pensate sia troppo tardi per affrontare beh: fatelo, cambiate, abbiatene il coraggio. E’ una cosa che costa, lo so credetemi, ma altrimenti non vivete. Fate solo trascorrere del tempo. Siamo tutti soli con noi stessi in questo mondo, se non ci prendiamo cura noi di noi stessi nessuno lo farà e troveremo sempre quell’amico che, avendo paura dei cambiamenti come voi, cercherà di indorarvi la pillola.

Ma voi non dormite…..non dormite state qui con me alle tre del mattino;)




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