Ieri mi trovavo per caso a Genova quando ho saputo che arrivava Di Pietro e sono voluta andare ad ascoltarlo. Spesso accusato di populismo spicciolo o di opposizione sterile devo dire che, ancora una volta, ascoltarlo è stato un piacere e ogni critica è caduta di fronte alla sua nota praticità da Pubblico Ministero.
La questione morale su tutte: ha raccontato di un amico deputato che in treno, di fronte all’astio verso i politici espresso dai suoi compagni di scompartimento, quando gli hanno chiesto che lavoro facesse non ha avuto il coraggio di dirlo ed ha risposto di essere un insegnate.
Ha ribadito che c’è un vecchio modo ancora di fare politica per il quale si chiede il voto e si promette, in cambio, di trovare lavoro a figli e parenti dell’elettore e bisogna scardinarlo. Meglio dire: ‘se mi voti ti prometto che farò tutto il possibile per creare una società in cui i tuoi figli possano studiare bene, trovare lavoro e vivere sereni’.
A questo proposito Antonio sta cercando di fare tutto il possibile per avere candidati onesti: è l’unico a richiedere la fedina penale pulita e il certificato dei carichi pendenti a coloro che vogliano candidarsi fra le fila dell’Italia dei Valori, vorrebbe far approvare una legge che affermi che qualsiasi azienda con passato di evasione fiscale o con problemi di qualsiasi genere con la giustizia non possa partecipare ad alcun appalto pubblico. Vorrebbe che fosse previsto il carcere per chi evade le tasse perchè, dice, ‘bisogna fare in modo che per il singolo e l’azienda sia più conveniente non frodare nè evadere se si vuole uscire da questa corruzione’.
No, Antonio non è un populista ma uno del popolo.
L’unico grande consiglio che mi viene da dargli è che per scegliere i candidati non bastano i certificati penali puliti, bisogna fare più indagini su ‘che tipo di persona è’ quella che si vuol candidare, per quale motivo è conosciuta in città e a cosa si dedica perchè purtroppo il punto debole dell’Italia dei Valori finora è stato proprio la scelta delle persone.
No, Antonio non fa opposizione sterile ma propone modelli alternativi, leggi, referendum che delineano uno Stato con un carattere diverso, che vorrebbero portare ad una maggiore civiltà del costume politico e rinobilitare il mestiere del politico. Ma per farlo ha bisogno dell’appoggio dei cittadini. E sotto questo aspetto, inutile dire che, nonostante gli Scilipoti del caso, il Partito di Di Pietro è ancora uno dei partiti che si salvano dall’immondizia che stiamo vedendo in giro.
Il problema di questò partito è che per poter entrare nella ‘stanza dei bottoni’ ha bisogno di unirsi alla compagine di centro-sinistra per il momento e quindi di venire a patti con persone che da trent’anni vivono su quelle poltrone e non se ne vogliono andare a casa.
Il problema di questo partito è che è Di Pietro e basta, e questa cosa sta logorando molto anche lui tanto da avergli causato ultimamente problemi di salute dai quali speriamo si riprenda completamente. Infatti Di Pietro è uno dei politici più laboriosi che possano esistere, infaticabile viaggia tutta Italia perchè gli elettori vogliono vederlo e scrive articoli e consuma tanto le proprie forze che è uno dei pochi leader di partito a poter scendere in una piazza senza essere linciato dobbiamo rendergliene atto.
In questi anni non ho mai votato per lui essenzialmente ‘per non diperdere il voto’, mi dicevo, fino a quando non mi sono accorta che avevo votato persone, destra o sinistra che fosse, che avevano sistematicamente solo pensato agli affari loro, a riempirsi le tasche dei soldi da me guadagnati a fatica, a togliermi certezze, diritti, servizi, a rendermi impossibile qualsiasi pratica burocratica, a farmi pagare anche l’aria che respiro.
In questi anni lui ha resistito anche senza di me, ha lottato, è l’unico che nel mezzo della camera dice a tutti che ‘Il Re è nudo’, accusa Berlusconi di tutto ciò di cui va accusato, sostiene le dimissioni di Penati, ci ricorda che metà della Camera è fatta di impostori e l’altra metà dei loro avvocati.
Adesso Antonio ho deciso di provare a stare con te.
Non perchè creda che non ci saranno corrotti nel tuo partito o gente che ci entra ed è maneggiona o abituata ad approfittare del proprio quadratino di potere così com’è nella migliore tradizione italiana, no. Sicuramente non voterò per un partito senza macchia. Però cercherò di dare forza e consistenza all’unico partito che in questo momento fa delle proposte alternative serie.
Ho bisogno di votarti perchè tu diventando più forte li scalzi da quell’eterna certezza di intangibilità cui sono abituati. Perchè sappiano che li mandiamo a casa, così come potremo decidere di mandare a casa te se non porterai avanti le cose che dici.
Io ho fatto la mia scelta, sarà giusta o sbagliata non ve lo so dire, pregherei tutti però, in generale, alle prossime elezioni locali e nazionali, di votare le ‘persone che non conosciamo’, l’ultimo della lista, insomma, qualcun’altro. Non i soliti Bersani, Berlusconi, Casini, Fini etc.che ci stanno togliendo letteralmente il pane di bocca ogni giorno, nè i Monti, Passera, Severino, Fornero etc. che altro non sono che scagnozzi del potere che si deresponsabilizza facendo fare loro il lavoro sporco per mettere una pezza a tutte le porcate cui abbiamo dovuto assistere negli ultimi vent’anni.
Per favore, faccio appello a quell’Italia che tutti i giorni si alza e lavora incerta sul se riuscirà a mettere insieme il pranzo con la cena, mandiamoli tutti a casa.
Non votiamoli più, non diamogli più il potere di entrare nelle nostre case con la TV dicendoci che tutto questo è per ‘il nostro bene’ perchè noi, poverelli, non capiamo un tubo…. Facciamogli capire che ‘buoni si, ma fessi no’.


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