Archivio per la categoria 'Letteratura'

15
apr
12

Io sto con Antonio.

 Ieri mi trovavo per caso a Genova quando ho saputo che arrivava Di Pietro e sono voluta andare ad ascoltarlo. Spesso accusato di populismo spicciolo o di opposizione sterile devo dire che, ancora una volta, ascoltarlo è stato un piacere e ogni critica è caduta di fronte alla sua nota praticità da Pubblico Ministero.

La questione morale su tutte: ha raccontato di un amico deputato che in treno, di fronte all’astio verso i politici espresso dai suoi compagni di scompartimento, quando gli hanno chiesto che lavoro facesse non ha avuto il coraggio di dirlo ed ha risposto di essere un insegnate.

Ha ribadito che c’è un vecchio modo ancora di fare politica per il quale si chiede il voto e si promette, in cambio, di trovare lavoro a figli e parenti dell’elettore e bisogna scardinarlo. Meglio dire: ‘se mi voti ti prometto che farò tutto il possibile per creare una società in cui i tuoi figli possano studiare bene, trovare lavoro e vivere sereni’.

A questo proposito Antonio sta cercando di fare tutto il possibile per avere candidati onesti: è l’unico a richiedere la fedina penale pulita e il certificato dei carichi pendenti a coloro che vogliano candidarsi fra le fila dell’Italia dei Valori, vorrebbe far approvare una legge che affermi che qualsiasi azienda con passato di evasione fiscale o con problemi di qualsiasi genere con la giustizia non possa partecipare ad alcun appalto pubblico. Vorrebbe che fosse previsto il carcere per chi evade le tasse perchè, dice, ‘bisogna fare in modo che per il singolo e l’azienda sia più conveniente non frodare nè evadere se si vuole uscire da questa corruzione’.

No, Antonio non è un populista ma uno del popolo.

L’unico grande consiglio che mi viene da dargli è che per scegliere i candidati non bastano i certificati penali puliti, bisogna fare più indagini su ‘che tipo di persona è’ quella che si vuol candidare, per quale motivo è conosciuta in città e a cosa si dedica perchè purtroppo il punto debole dell’Italia dei Valori finora è stato proprio la scelta delle persone.

No, Antonio non fa opposizione sterile ma propone modelli alternativi, leggi, referendum che delineano uno Stato con un carattere diverso, che vorrebbero portare ad una maggiore civiltà del costume politico e rinobilitare il mestiere del politico. Ma per farlo ha bisogno dell’appoggio dei cittadini. E sotto questo aspetto, inutile dire che, nonostante gli Scilipoti del caso, il Partito di Di Pietro è ancora uno dei partiti che si salvano dall’immondizia che stiamo vedendo in giro.

Il problema di questò partito è che per poter entrare nella ‘stanza dei bottoni’ ha bisogno di unirsi alla compagine di centro-sinistra per il momento e quindi di venire a patti con persone che da trent’anni vivono su quelle poltrone e non se ne vogliono andare a casa.

Il problema di questo partito è che è Di Pietro e basta, e questa cosa sta logorando molto anche lui tanto da avergli causato ultimamente problemi di salute dai quali speriamo si riprenda completamente. Infatti Di Pietro è uno dei politici più laboriosi che possano esistere, infaticabile viaggia tutta Italia perchè gli elettori vogliono vederlo e scrive articoli e consuma tanto le proprie forze che è uno dei pochi leader di partito a poter scendere in una piazza senza essere linciato dobbiamo rendergliene atto.

In questi anni non ho mai votato per lui essenzialmente ‘per non diperdere il voto’, mi dicevo, fino a quando non mi sono accorta che avevo votato persone, destra o sinistra che fosse, che avevano sistematicamente solo pensato agli affari loro, a riempirsi le tasche dei soldi da me guadagnati a fatica, a togliermi certezze, diritti, servizi, a rendermi impossibile qualsiasi pratica burocratica, a farmi pagare anche l’aria che respiro.

In questi anni lui ha resistito anche senza di me, ha lottato, è l’unico che nel mezzo della camera dice a tutti che ‘Il Re è nudo’, accusa Berlusconi di tutto ciò di cui va accusato, sostiene le dimissioni di Penati, ci ricorda che metà della Camera è fatta di impostori e l’altra metà dei loro avvocati.

Adesso Antonio ho deciso di provare a stare con te.

Non perchè creda che non ci saranno corrotti nel tuo partito o gente che ci entra ed è maneggiona o abituata ad approfittare del proprio quadratino di potere così com’è nella migliore tradizione italiana, no. Sicuramente non voterò per un partito senza macchia. Però cercherò di dare forza e consistenza all’unico partito che in questo momento fa delle proposte alternative serie.

Ho bisogno di votarti perchè tu diventando più forte li scalzi da quell’eterna certezza di intangibilità cui sono abituati. Perchè sappiano che li mandiamo a casa, così come potremo decidere di mandare a casa te se non porterai avanti le cose che dici.

Io ho fatto la mia scelta, sarà giusta o sbagliata non ve lo so dire, pregherei tutti però, in generale, alle prossime elezioni locali e nazionali, di votare le ‘persone che non conosciamo’, l’ultimo della lista, insomma, qualcun’altro. Non i soliti Bersani, Berlusconi, Casini, Fini etc.che ci stanno togliendo letteralmente il pane di bocca ogni giorno, nè i Monti, Passera, Severino, Fornero etc. che altro non sono che scagnozzi del potere che si deresponsabilizza facendo fare loro il lavoro sporco per mettere una pezza a tutte le porcate cui abbiamo dovuto assistere negli ultimi vent’anni.

Per favore, faccio appello a quell’Italia che tutti i giorni si alza e lavora incerta sul se riuscirà a mettere insieme il pranzo con la cena, mandiamoli tutti a casa.

Non votiamoli più, non diamogli più il potere di entrare nelle nostre case con la TV dicendoci che tutto questo è per ‘il nostro bene’ perchè noi, poverelli, non capiamo un tubo…. Facciamogli capire che ‘buoni si, ma fessi no’.

22
mag
10

Il risveglio.

Torno dalla birreria di Aloisius a Reggio Emilia, uno di quei posti un po’ magici dove si passano serate splendide con le amiche ascoltando vecchie canzoni dei Simple Minds , tu descrivi il gusto perfetto della tua birra e te la portano.

Sono le due e mezza del mattino e sono tornata stranamente sveglia, viva. Quelle notti in cui torni in auto con la musica, sola con te stessa e ogni cellula è attiva e l’energia scorre nelle tue vene e senti un senso di benessere diffuso derivante da un’ottima conversazione, tante risate e complicità e voglia di raccontarsi. E’ un periodo un po’ strano della mia vita.

Per la prima volta in vita mia sento che nella mia vita c’è un po’ di tutto: lavoro, amicizia, amore, ho paura a dire che sono felice…..ssssstttttt! Quante cose sono cambiate in un anno di vita, e questi cambiamenti quale immenso monito sono per il futuro. Mai adagiarsi sugli allori, essere sempre pronti al cambiamento delle cose. Io non sono mai stata una persona paurosa, quando avevo 8 anni camminavo sui tetti, costruivo case sugli alberi, guidavo i motoscafi, mi gettavo con il paracadute acquatico, ero sempre pronta a provare, sperimentare, vivere emozioni. Crescendo ne ho provate tante di emozioni: sorpresa, sconcerto, delusione, dolore, soddisfazione, piacere, serenità, depressione. La cosa incredibile è che credo di averle provate tutte con tanta forza fra i 20 e i 30 anni che ad un certo punto avevo deciso di vivere la mia vita provandone il meno possibile. Ma appena ho ottenuto ciò che volevo ho scoperto che non riuscivo a vivere nemmeno così. Perchè le emozioni mi consumavano, stancavano, non ce la facevo più. Ma la loro assenza mi faceva sentire spenta, come morta, come in attesa di ‘niente di particolare’. Allora mi sono ributtata nella mischia e questo mi ha fatto sentire tutto ad un tratto milioni di emozioni tutte insieme. Io non riuscivo a contenerle e per un po’ ho come navigato in balia delle onde, a volte sbandavo vistosamente, altre mi incagliavo o veleggiavo contro vento con gran fatica. Ho dovuto tirare fuori forze che non sapevo di possedere, ho dovuto scoprire cose di me che non immaginavo esistessero. Ma da allora è passato un anno e ancora non mi ero soffermata a scriverlo. Stiamo per entrare nell’estate, l’anno scorso di questi tempi ero ancora spenta, è stato un lungo risveglio. Ho cambiato tante cose nella mia vita: il lavoro, il partner, le amicizie. Sono tornata a casa chiedendomi chi ero e di cosa avevo bisogno e mi sono resa conto che era importante capirmi stando ‘da sola’. Oggi per molti versi sono fiera di me, penso di essere diventata esattamente il tipo di persona che volevo essere e questa cosa mi fa un grande piacere. Ma non vi nascondo che è stato faticoso, non vi nascondo che a volte penso che non so se sarò sempre in grado di provare tutte queste emozioni continuamente, non vi nascondo che ogni tanto penso che è più giusto vivere così ma con qualche pausa. Ora la vita mi trascina in un turbinio di avvenimenti che vivo intensamente. Ero arrivata al punto di aver paura anche della mia ombra, ora divento ogni giorno più ardita, mi ‘butto’ di più. Mi sono resa conto anche che in questo momento riesco a fare così perchè ho toccato tali livelli di sofferenza che ora so che non c’è nulla che possa annientarmi, che anche se provo tutte le emozioni del mondo, le più forti, le più tragiche, saprò sempre come continuare a vivere. Finchè non lo sai non ti azzardi a fare il tipo di vita che io conduco. Penserete che io rischi la vita tutti i giorni ma non è così, rischio tutti i giorni però tutta me stessa per le cose che faccio e per quelle nelle quali credo e per le persone che amo e mantengo la speranza che ne valga sempre la pena. Non so in quanti capiranno questo post, forse non lo capisco bene nemmeno io ancora ma dovevo scriverlo stasera. Dovevo fermare il momento. Non so che sarà domani, non so se ho scelto in modo saggio la mia strada. So che alla fine quella voglia di osare, di mirare veramente al sogno, non può essere sopita. E vorrei solo dire a tutte quelle persone che per un motivo o per un altro, in un campo o in un altro, si stanno ‘accontentando’, perchè sono stanche e logorate, di prendere la propria vita ben stretta e farne quel che veramente vogliono.

Se avete qualche disagio interiore, qualche cosa di irrisolto che ormai pensate sia troppo tardi per affrontare beh: fatelo, cambiate, abbiatene il coraggio. E’ una cosa che costa, lo so credetemi, ma altrimenti non vivete. Fate solo trascorrere del tempo. Siamo tutti soli con noi stessi in questo mondo, se non ci prendiamo cura noi di noi stessi nessuno lo farà e troveremo sempre quell’amico che, avendo paura dei cambiamenti come voi, cercherà di indorarvi la pillola.

Ma voi non dormite…..non dormite state qui con me alle tre del mattino;)

01
feb
10

Freedom on Monday!

Un po’ di intimismo ogni tanto non fa male. Provate a seguirmi:  ore 6 la sveglia.

Nel fine settimana siamo riusciti opportunamente a capovolgere il fuso orario scambiando il giorno con la notte convinti che lo abbia fatto anche Greenwich, andando a dormire tardissimo domenica come se davanti avessimo 8 comode ore di sonno.

E però ci sbagliamo: perciò ci vengono le convulsioni tipo bambina de ‘L’Esorcista’ appena sentiamo la sveglia. Questo anche se, come me, per rendere il risveglio più soft possibile ci siamo muniti di radiosveglia, per non sentire l’odioso ‘beep beep’, e la proiezione dell’ora sul soffitto che in modo rassicurante ci immette visivamente in una nuova giornata di lavoro, avvisandoci che fuori dal piumino non fa poi così freddo: il riscaldamento si è adeguatamente acceso alle cinque e mezza per donarci i fatidici e minimi 19 gradi di cui abbiamo bisogno per emergere dalle coltri.

I soliti gesti, lavaggio denti con quel sapore di menta forte del dentifricio che fa venire la nausea (per quelli di voi a cui viene: avete notato che vi succede solo quando avete l’ansia di andare al lavoro???), la scelta inconsapevole di mutande e vestiti, quella consapevole delle scarpe e quella lista della spesa mentale: ‘il portafogli ce l’ho, le chiavi ce le ho, quelle della macchina pure, cellulare, etc. etc. Sempre gli stessi gesti tutte le mattine, certe mattine più pesanti di altre. Il lunedì….. pesantissime!

Specialmente quando raggiungi l’auto e trovi 20 cm di neve ghiacciata che gratterai forsennatamente con la paletta urlando dentro di te ‘Adrianaaaaaa’ come Rocky Balboa. Arriviamo al lavoro facendo una prima colazione, ne seguirà un’altra verso le 11,00, già sappiamo che ciò determinerà una capatina al bagno verso le 12,00.

Il lunedì tutti i problemi non risolti al venerdì si, come dire, attualizzano, diventano emergenze, tutti ti pressano per avere risposte, i disservizi del week-end ti piovono addosso da tutte le parti, i colleghi sono del tuo stesso umore e lo percepisci a pelle, senza nemmeno parlare.

Intanto tu hai cominciato a fare training autogeno già da quando eri in auto per convincerti che sarà una bella giornata, cerchi di dirtene i motivi e scatta la lista della spesa 2, oggi devo fare questo, poi quello, ah… quasi mi dimenticavo devo assolutamente finire quella cosa lì. Ti fermi alla pompa di benzina e scopri che è fuori uso. E’ normale dirsi ‘cominciamo bene’.

A panzo ti racconti il fine settimana o l’ultimo film quando va bene, se va male parli di lavoro.

Dopo pranzo nonostante il caffè sei uno straccio, le ore piccole si fanno sentire come non mai, hai sonno e pure freddo per effetto della digestione e quindi prima di tornare in ufficio fai una passeggiata ristoratrice.

Il pomeriggio giochi di rimessa, non stuzzichi il can che dorme, fai quello che devi ma non con troppo entusiasmo e soprattutto: guardi più spesso l’orologio per vedere la ‘luce in fondo al tunnel’.

Infine esci, saluti tutti euforico ‘ciao, ci si vede domani’, corri alla macchina dicendoti che stasera andrai a letto presto così domani sarai più in forze, guidi in modo più rilassato non avendo un orario da rispettare, ascolti un po’ di musica canticchiando, fumi (ma solo per quelli che, come me, hanno il vizio) e ti fermi a fare qualche commissione prima di entrare a casa e ‘chiuderti la porta dietro le spalle’. Dico così perchè appena rientrato nel tuo ambiente si verifica la magia: ti svegli inesorabilmente!

Guardi le mail personali, cominci a cucinarti qualcosa, decidi di stapparti una buona bottiglia di rosso, senti tutti i parenti e gli amici, a volte balli per tutta la casa finchè ti accorgi che questo ti succede perchè il tuo essere si sente libero e padrone della gestione del proprio tempo. L’euforia dipende da quello, sai che sei ‘libero’.

Mi fa ridere a volte mia madre che si sbaglia ancora e mi dice ‘domani quando vai a scuola…’, abbiamo ancora tutti la ‘sindrome della campanella’???

Io credo di si amici, ci sentiamo come il topo che balla quando il gatto non c’è, il sollievo è tale che facciamo di nuovo l’una del mattino senza sapere come ci siamo arrivati e andiamo a letto ‘confusi e felici’. D’altronde diciamocelo pure: chi ha voglia di dormire dopo aver dormito tutto il giorno?

Vi è mai successa una giornata così? A me oggi, cari saluti.

LaCri.




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